Hai un profilo sui social network? Ma.... sapevi di avere un profilo anche in banca? - PARTE 2

Benvenuto nel mio blog.
Proprio così! Hai capito bene, anche in banca abbiamo un nostro profilo, ovviamente ciascuno ha il suo. Leggi la seconda parte dell' articolo


Benvenuto/a nel mio blog, questa è la 2^ parte di questo argomento, nella 1^ parte (già pubblicata) abbiamo scoperto:

  • di avere un profilo anche in banca, e non solo sui social networks.
  • cosa sia un "profilo di credito" (o "profilo di rischio")
  • cosa sia lo "scoring" e come quest'ultimo possa influenzare positivamente o negativamente la tua richiesta di credito.

    Se non hai letto la 1^ parte ti consiglio pertanto di farlo prima di leggere questa 2^, altrimenti potresti non comprendere bene l'argomento nel suo insieme. In questa 2^ parte analizzaremo uno per uno i principali parametri di valutazione che determinano in massima parte un profilo di credito.

    Ho individuato almeno 12 parametri principali comuni a tutti noi, in questo articolo vedremo i primi 6 che sono i seguenti:

    • ETA' ANAGRAFICA
    • STATO CIVILE
    • MOTIVO DELLA RICHIESTA
    • NUCLEO FAMILIARE
    • PROFESSIONE
    • ANZIANITA' LAVORATIVA

    1 - L' età anagrafica

    L'età anagrafica ha valenza più che altro ai fini assicurativi, secondo i quali finanziare un soggetto di 25 anni secondo le aspettative di vita comporta un rischio (e quindi un costo/vita) ovviamente inferiore ad uno di 55, e così via. In conseguenza di ciò si può dire che generalmente maggiore è l’età anagrafica e in proporzione maggiori saranno i costi assicurativi “rischio vita” collegati ad un finanziamento. Ciò naturalmente quando esiste una polizza assicurativa collegata al finanziamento, dal momento che essa é facoltativa.

    Tuttavia non sempre la giovane età può essere considerata un vantaggio: la fascia tra i 18 e i 25 anni infatti è considerata da molte banche come “prematura” per l’accesso al credito, e quindi valutata con una certa cautela. Inoltre la mancanza di uno “storico” nelle banche dati non aiuta certo la valutazione del rischio.

    Ecco il motivo per cui spesso viene richiesta al giovane in questa fascia d’età la firma a garanzia (cioè l’avallo) di un genitore o di un familiare, perché una somma venga erogata.

    2 - Lo stato civile

    Lo stato civile è un parametro che preso singolarmente non dovrebbe “penalizzare” più di tanto un soggetto che richiede un finanziamento, ma è indubbio che questo dato, “combinato” con altri (ad esempio: il nucleo familiare e il reddito complressivo familiare) possa avere invece molta rilevanza.

    Mi spiegherò meglio: un soggetto “single” non inserito nel contesto di una famiglia (cioè che viva da solo) a parità di reddito avrà uno “score” inferiore ad un soggetto all'interno di una famiglia con più redditi perché la banca potrà contare su un solo reddito (monoreddito) mentre il contesto di una famiglia dove ci sono altri redditi (oltre a quello del richiedente) risulta ovviamente più “rassicurante” per la banca, che può sempre richiedere l'avallo di un parente se lo ritiene necessario.

    Lo stesso paragone si può fare tra due soggetti entrambi con famiglia, ma di cui uno è l’unico sostentamento dei suoi componenti, mentre l'altro può contare su altri familiari con reddito.

    Nel primo caso il nucleo familiare viene definito “monoreddito” e come tale potrebbe essere considerato insufficiente per la banca, specie nel caso in cui tale reddito sia appena sufficiente per il sostentamento del nucleo familiare.

    Nel secondo caso invece, la presenza di altri redditi nel nucleo familiare (oltre a quello del richiedente) è per la banca una garanzia in più e lo score di questo dato sarà sicuramente maggiore.

    Analogamente, nel caso di un soggetto separato o divorziato, se questi ha a carico l'esborso di alimenti o altre spese non supportate a dovere dal suo reddito, lo score potrebbe risentirne negativamente.

    Questo è solo un esempio , ma ovviamente la casistica può essere molto variegata e ogni caso viene valutato a se.

    3 - Il motivo della richiesta

    Per ”motivo della richiesta” di un finanziamento si intende lo scopo (o gli scopi) a cui è destinato l’ importo richiesto, cioè come il cliente spenderà i soldi che otterrà dalla banca.

    Posso dire per esperienza che questo è in assoluto uno degli argomenti maggiormente sottovalutati dal cliente, ma non dalla banca.

    E' un dato richiesto non solo a fini statistici ma soprattutto per scongiurare l'impiego del denaro per fini “illegali” (ai sensi delle normative antiriciclaggio).

    Mi spiego meglio, se un cliente motiverà la sua richiesta dicendo: “i soldi mi servono per sistemare alcuni debiti che ho in giro” (non sto scherzando... ho ascoltato questa motivazione decine di volte) la banca respingerà la richiesta valutando il soggetto a rischio di insolvenza, visti i precedenti impegni presi che già incidono sulla sua situazione finanziaria al punto che per sanarla è necessario un ulteriore intervento in denaro.

    Un’altra motivazione fornita spesso dai clienti è la seguente: “ultimamente le cose non sono andate troppo bene in famiglia e dovrò affrontare una separazione”. Anche questa affermazione potrebbe essere valutata negativamente dalla banca perché riferisce di una situazione familiare del cliente che presto sarà compromessa nella sua “stabilità” sia affettiva che economica, con le conseguenze negative del caso. Anche questa motivazione potrebbe quindi essere valutata negativamente.

    Voglio precisare che in questi primi due casi esposti non si tratta di discriminare dei soggetti già in difficoltà rispetto a determinate situazioni, ma di valutare “oggettivamente” ogni fattore di rischio che possa portare il cliente all'insolvenza. Fattori che il cliente non è abituato a considerare. (Chi pensa infatti a priori di non essere in grado di onorare i propri impegni?)

    Un' altro esempio di motivazione purtroppo ricorrente è la seguente: “in realtà la somma non serve a me personalmente ma a un mio cugino che si trova in difficoltà”. Credo sia ormai inutile dire che anche in questo caso la richiesta potrebbe non essere accolta, soprattutto se il fantomatico cugino non è parte del nucleo familiare. Nel caso lo fosse, la banca richiederà il suo intervento con un avallo a garanzia e la richiesta potrà avere il suo corso regolare.

    A titolo puramente indicativo, alcune risposte che la banca potrebbe valutare in positivo sono le seguenti: “devo affrontare delle spese per far studiare mio figlio all’estero” oppure: “devo fare un corso per specializzarmi nel mio lavoro”. Sono motivazioni che denotano esigenze familiari e personali volte a modificare in meglio la qualità di vita di un soggetto o comunque una pianificazione attenta delle suddette esigenze.

    4 - Il nucleo familiare

    Come detto in precedenza, il nucleo familiare del richiedente assume la sua importanza e può essere talvolta determinante sia in senso positivo che negativo.

    Sempre ai fini dello “score” infatti, un soggetto con un nucleo familiare numeroso (es: 5/6 componenti) può essere svantaggiato rispetto ad uno con un nucleo normale (es: 3 componenti) se questi rappresenta l’unico reddito in famiglia, ma viceversa è avvantaggiato se invece nel suo nucleo familiare ci sono altri componenti che hanno reddito, e che possono concorrere agli impegni finanziari della famiglia.

    Da rilevare a questo proposito che a causa della già citata crisi economica, sempre più spesso nelle famiglie italiane si tende a mantenere compatto il nucleo famigliare (dove i nonni vivono con i figli e i nipoti) spesso con vantaggi economici (più redditi e meno spese) e le banche stanno sempre più adattando i loro standard a questo fenomeno.

    Insomma, il dato del nucleo familiare è strettamente legato a quello del “reddito familiare” ed è un tipico esempio di “dato combinato”.

    5 - La professione

    Per questo parametro esiste una vera e propria classificazione delle attività lavorative riferite al cliente in base al rischio di insolvenza dovuto alla perdita del posto di lavoro.

    In conseguenza di ciò, alcune professioni essendo meno a rischio di altre (rischio impiego) danno origine ad un punteggio maggiore.

    Così un soggetto dipendente statale o pubblico (un infermiere, o un impiegato del catasto, etc..) il cui impiego difficilmente è a rischio, avrà un punteggio maggiore rispetto ad un soggetto dipendente di una piccola impresa privata o di una cooperativa dove il rischio d’impiego è maggiore, o comunque più frequente.

    Per lo stesso motivo un pensionato è considerato un soggetto dal reddito “certo” in quanto percepirà la pensione finché vive, e di conseguenza il rischio che perda il suo reddito è nullo, tranne il caso di decesso.

    Un capitolo a parte merita la professione del lavoratore autonomo (le cosiddette “Partite Iva”) per il quale il reddito non essendo certificato mensilmente ma su base annua, viene valutato non solo in base alle “entrate” (che sono dichiarate sul modello Unico) ma anche al bilancio dell’attività che sarà valutato attentamente nei dettagli.

    Mi spiego meglio: perchè la banca ritenga affidabile il reddito di un soggetto è necessario che quest'ultimo certifichi che il suo reddito è stabile e consolidato, oltre che adeguato agli impegni già presi. Per “consolidato” si intende che le entrate siano in linea con il reddito degli anni precedenti, o comunque non ne differiscano in modo anomalo. Spesso per verificare se il reddito di un lavoratore autonomo é consolidato viene richiesto di esibire anziché l'ultima denuncia dei redditi le ultime due.

    6 - L'anzianità lavorativa

    Per anzianità lavorativa si intende il periodo riferito all'ultimo rapporto di lavoro e non la somma diei precedenti. Credo che ormai il meccanismo dovrebbe risultarvi chiaro!

    Ai fini dello “score” è meglio un soggetto che lavora nella stessa azienda o ente da più anni, oppure uno assunto da pochi mesi? Sembra ovvio che la risposta giusta è: il primo.

    In sostanza un’anzianità lavorativa media (es: almeno di 5/6 anni) si traduce per la banca in una maggiore affidabilità, e quindi in un minor rischio di perdita del posto di lavoro. (Anche se negli ultimi anni questo dato non è più così certo come un tempo!)

    Qualora l’anzianità lavorativa non fosse ritenuta sufficiente, la probabilità che la banca richieda l’avallo di un familiare (la cosiddetta “2^ firma”) diventa elevata.

    Bene, spero fin qui di essere stato chiaro nell'esposizione degli argomenti, sono talvolta complicati da rendere sulla carta e comincio a capire perchè nessuno si sia mai preso la briga di spiegarli. Nel prossimo articolo (3^ e ultima parte) valuteremo gli ultimi 6 parametri di rilevanza per le banche ai fini della determinazione del "profilo di credito" che sono i seguenti:

    • REDDITO PERSONALE
    • REDDITO FAMILIARE
    • RESIDENZA ANAGRAFICA
    • SITUAZIONE FINANZIARIA
    • PRECEDENTI RICHIESTE

    Ti chiedo di lasciarmi un commento in fondo alla pagina, grazie. Se vuoi puoi suggerire tu stesso il prossimo argomento da trattare, quindi cosa aspetti?

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